Dopo anni e anni di silenzio in attesa che si facesse un po' di luce su una tragedia che ha segnato l'inizio degli anni del terrorismo sui treni e nelle stazioni, la speranza si è lentamente affievolita e quell'attentato rimarrà per sempre senza colpevoli relegato nei meandri bui dei segreti di stato.
A quel tempo quando il mio primogenito, aveva all'epoca cinque anni, mi domandava chi erano i cattivi che avessero fatto tanto male rispondevo con un mesto " non si sa ancora " e aggiungevo fra lo speranzoso e l'illuso " vedrai presto si saprà e pagheranno per i loro misfatti ".
Mai avrei immaginato che non solo non si smascherassero i colpevoli ma che addirittura, salvo la annuale commemorazione legata più alla strage nella stazione di Bologna, l'Italicus con le sue vittime finisse nel dimenticatoio.
Quella carrozza squarciata che gridava giustizia ora è stata demolita fatta a pezzi e venduta come ferro vecchio, anche la verità è stata fatta a pezzi demolita e venduta forse alle ragioni di Stato o di chissa chi.
La polvere del tempo sta coprendo ogni cosa, indagini, sentenze, indizi, prove, coperture,e quel che è più triste il ricordo.
Ricaccio la voglia di ripercorrere minuto per minuto gli accadimenti di quella tragica notte con le immagini di quella follia che troppo spesso si ripresentano nella mia mente, troppe parole sono state scritte, troppi racconti irreali sono stati pubblicati, troppi testimoni inventati di minuti lunghi come ore affrontati noi tre soli ( il sottoscritto il manovale Milani la guardia polfer Burla )
in quella notte di agosto già troppo calda per aggiungervi quelle fiamme che avvogevano la quinta carrozza di quel treno che usciva dalla grande galleria con il suo carico di dolore e di morte.
Non voglio raccontarvi la mia versione dei fatti, forse confuterebbe certe testimonianze a dir poco romanzate, voglio solo ricordare una bambina cinese o giapponese, non so, che in braccio a sua madre seduta sulla mia poltrona nell'ufficio movimento mi guardava con i suoi occhi smarriti mentre due lacrimoni le solcavano le guance e che quando dopo una eternità se ne stava andando con il treno che le avrebbe permesso di ripartire mi salutava con un gesto timido della sua manina ed accennava un candido sorriso.
Rivedere i volti di quei due ragazzi, immagino fidanzati, che nonostante i visi segnati da piccoli tagli mi si avvicinano e, offrendomi un bottiglietta di cognac mi invitano a berne un sorso
" beva capo che ne ha veramente bisogno, vedesse che faccia che ha "
Già che faccia potevo avere in quei momenti e che mani dopo aver trasportato una ragazza in sala di attesa il cui corpo era orrendamente bruciato.
Quell'odore acre che ti toglie il respiro che ti da la nausea e che ti accompagna per giorni e giorni che lava e lava non vuole lasciare le tue mani.
Come dimenticare..........
Qualcuno ha detto che la grandezza della civiltà di un popolo la si misura sul rispetto che questo ha per i propri morti, beh! se questo è vero come è vero
che livello basso ha raggiunto la civiltà del nostro paese.
Quante stragi non hanno avuto giustizia?
Quanti morti dimenticati?
Quante domande come quelle dei miei figli rimarranno senza una risposta?
Più volte mi sono chiesto cosa fare per impedire che tutto fosse dimenticato ,per far si che questa parte di storia fosse tramandata anche alle nostre nuove generazioni.
Sono sempre stato trattenuto dall'espormi personalmente per paura di essere male interpretato.
Questo mio intervento nasce dall'indignazione per lungo tempo repressa e vuole sensibilizzare il maggior numero di persone possibile che esprimendo la loro indegnazione creino un movimento e di protesta per la mancanza di verità sulla dinamica della strage, sugli esecutori e sui mandanti e si attivi perchè la memoria di questa ma anche di tutte le stragi non vada perduta.
E per non dimenticare
Luogo San Benedetto Val di Sambro (BO)
Obiettivo Treno espresso Roma-Brennero
Data 4 agosto 1974
Tipologia Esplosione
Morti 12
Feriti 44
Compiuto da Ordine Nero
La notte del 4 agosto 1974 alle ore 1,27 un ordigno ad alto potenziale scoppia nella quinta carrozza del treno 1476 Roma Brennero ITALICUS poco prima dell'uscita della grande galleria della direttissima nella stazione di San benedetto Val di Sambro.
Perdono la vita:
Elena Donatini
Nicola Buffi
Herbert Kotriner
Nunzio Russo
Maria Santina Carraro
Marco Russo
Tsugufumi Fukada
Antidio Medaglia
Elena Celli
Raffaella Garosi
Wìlbelmus Jacobus Hanema
Silver Sirotti ferroviere con mansioni di conduttore in servizio sul treno.
Altri 44 passeggeri restano feriti alcuni in modo molto grave.
L'attentato viene rivendicato con volantino dall'organizzazione Ordine Nero formazione di estrema destra.
A TUTT'OGGI I COLPEVOLI ED I MANDANTI NON SONO ANCORA STATI INDIVIDUATI
Un appello a chiunque visiti e legga questo blog
SONO ALLA RICERCA DI TESTIMONIANZE DIRETTE DA PASSEGGERI O FERITI DEL TRENO ITALICUS
chiunque abbia informazioni è pregato di contattarmi GRAZIE
4 dicembre 2007
IMPORTANTE
Continuo a ricevere e-mail con commenti e riflessioni su questo blog.
Vorrei pregare gli amici e tutti quelli che hanno qualche opinione o proposta e qualsiasi altro pensiero di esprimerlo direttamente nei commenti a questo blog
Questo pemetterà a tutti di condividere gli scrittti di tutti
Grazie
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
7 commenti:
Riporto testualmente il commento di Katia che mi ha inviato per e-mail Grazie Katia
Ciao Roberto. Avrei Voluto risponderti direttamente sul blog, ma non sono mai stata brava con con i codici html, quelle diavolerie che permettono la pubblicazione di qualcosa su internet, per cui dopo un paio di tentativi ci ho rinunciato. Ti autorizzo pero' a postare tu direttamente il mio commento. Non so se tuo figlio ti chiede ancora chi fossero i colpevoli: sicuramente io non mai smesso di chiedermelo. Il buio e il silenzio assoluto sono calati sulle vittime dell' Italicus come in molte altre stragi. Prima e dopo quella notte tragica e terribile, di urla e di dolore, ve ne furono molte altre, e tutte con un unico denominatore: nessun colpevole, o se c'era, era un colpevole di facciata, un capro espiatorio, come nel caso della strage di Bologna. Tempo addietro ebbi modo di leggere un'intervista a Giusva Fioravanti e degli omicidi dal lui e dalla Mambro apertamente ammessi e confessati senza un briciolo di rimorso e mi e' venuto un dubbio: se un assassino a sangue freddo come lui confessa e ammette decine di delitti, compreso l'omicidio Pecorelli, in un primo tempo attribuito a squarciagola alla mafia e addirittura ad Andreotti, per quale oscura ragione negare la strage di Bologna? non ne avrebbe avuta alcuna ragione. Se mai verrà a galla la verita’ sulle stragi degli anni di piombo, mi auguro che i primi ad essere condannati siano i mandanti Ci sono morti che chiedono a gran voce giustizia: dai morti dell'Italicus, alle vittime di Bologna, da quelli di Ustica a quelli di Piazza Fontana e di Brescia. I colpevoli esistono, e camminano per strada a fianco dei parenti delle vittime, grazie al silenzio dei politici, e ad una gestione della giustizia da parte della magistratura ormai assolutamente iniqua. Lo sai che la maggior parte dei colpevoli di efferati delitti, dai BR a quelli di Ordine Nuovo, sono liberi cittadini (Fioravanti compreso) grazie ad indulti, amnistie e condoni,e permessi premio? Destra o sinistra non fa differenza: gli assassini sono sempre assassini, senza nessuna giustificazione morale e politica. La mano insanguinata non e' solo quella di chi ha messo la bomba, ma anche di chi li ha coperti e continua a coprirli. A Presto e un cordiale saluto da Katia.
Anche renato mi ha inviato il suo commento per e-mail Grazie Renato
Ciao Roberto,
mi piacerebbe molto poter contribuire alla tua azione per mantenere viva la memoria della strage dell'Italicus di cui poco o niente conoscono le nuove generazioni come la mia.
Per quello che può servire cecherò di parlarne il più possibile con amicie conoscenti e segnalerò a tutti il tuo Blog.Auguri per il tuo libro di memorie che spero di leggere presto. Ciao Renato
Camelia mi risponde.
Non potro ' esserti di aiuto per il tuo libro perche' non ero fra i passeggeri, ma spero che il tuo libro e le testimonianze che raccoglierai possano servire a fare luce su quella strage impunita e a far si che i colpevoli paghino per quell'orrore. Ricordo la foto di una bambola smembrata appartenuta ad una bambina che su quel treno (e sia a vergogna perenne di chi ideo' quella strage) trovo' la morte.
Grazie anche a Camelia
all'epoca io ero in collegio (liceo scientifico) con uno dei primi sospettati (credevano avesse messo lui la bomba... l'hanno subito tirato in ballo e sospettato perchè era un neofascista e abitava in una delle cittadine dove l'Italicus si fermava (prima dell'esplosione) e sembrava anche che lui avesse telefonato il giorno prima alla sua donna e ai suoi genitori dicendo di stare alla larga da quel treno proprio il 4 Agosto...da qualche parte devo ancora avere il suo telefono... se vuoi...
La cosa poi per lui si risolse "abbastanza" bene da come era cominciata... solo un 1 mese di carcere... tante tante botte...(dalla polizia), uno sputtanamento a vita (per quelli che la pensano come me) e un passaggio di grado e un motivo di orgoglio fascista in più tra i suoi camerati...
1974 ... sono già passati 34 anni ... e quasi nulla è cambiato... in che mondo di M... viviamo
Pure leon mi invia un suo commento
io non posso aiutarti ma spero che tu riesca a scrivere un libro su quanto accaduto, e importante avere delle testimonianze dirette per lasciarne memoria alle generazioni future.In bocca al lupo.
Mi è giunta una e-mail da una mia piccola amica ( tredici anni ) alla quale ho dovuto naturalmente
spiegare tutto dell'italicus qualche tempo fa.
< caro roberto
da quandomi hai raccontato la storia dell'italicus non passa giorno che non pensi a quanto mi hai detto.
Questo mio riandare col pensiero alla tragedia è un po' quello che tu vuoi che succeda perchè non si dimentichi questa storia
Da perte mia ne parlo già con amicie conoscenti ma ti voglio dire di fare presto a scrivere le tue memorie così che molti possono leggerle e ricordare e trasmettere
ciao lucilla
Posta un commento