lunedì 26 novembre 2007

Una strage da ricordare

Dopo anni e anni di silenzio in attesa che si facesse un po' di luce su una tragedia che ha segnato l'inizio degli anni del terrorismo sui treni e nelle stazioni, la speranza si è lentamente affievolita e quell'attentato rimarrà per sempre senza colpevoli relegato nei meandri bui dei segreti di stato.
A quel tempo quando il mio primogenito, aveva all'epoca cinque anni, mi domandava chi erano i cattivi che avessero fatto tanto male rispondevo con un mesto " non si sa ancora " e aggiungevo fra lo speranzoso e l'illuso " vedrai presto si saprà e pagheranno per i loro misfatti ".
Mai avrei immaginato che non solo non si smascherassero i colpevoli ma che addirittura, salvo la annuale commemorazione legata più alla strage nella stazione di Bologna, l'Italicus con le sue vittime finisse nel dimenticatoio.
Quella carrozza squarciata che gridava giustizia ora è stata demolita fatta a pezzi e venduta come ferro vecchio, anche la verità è stata fatta a pezzi demolita e venduta forse alle ragioni di Stato o di chissa chi.
La polvere del tempo sta coprendo ogni cosa, indagini, sentenze, indizi, prove, coperture,e quel che è più triste il ricordo.
Ricaccio la voglia di ripercorrere minuto per minuto gli accadimenti di quella tragica notte con le immagini di quella follia che troppo spesso si ripresentano nella mia mente, troppe parole sono state scritte, troppi racconti irreali sono stati pubblicati, troppi testimoni inventati di minuti lunghi come ore affrontati noi tre soli ( il sottoscritto il manovale Milani la guardia polfer Burla )
in quella notte di agosto già troppo calda per aggiungervi quelle fiamme che avvogevano la quinta carrozza di quel treno che usciva dalla grande galleria con il suo carico di dolore e di morte.
Non voglio raccontarvi la mia versione dei fatti, forse confuterebbe certe testimonianze a dir poco romanzate, voglio solo ricordare una bambina cinese o giapponese, non so, che in braccio a sua madre seduta sulla mia poltrona nell'ufficio movimento mi guardava con i suoi occhi smarriti mentre due lacrimoni le solcavano le guance e che quando dopo una eternità se ne stava andando con il treno che le avrebbe permesso di ripartire mi salutava con un gesto timido della sua manina ed accennava un candido sorriso.
Rivedere i volti di quei due ragazzi, immagino fidanzati, che nonostante i visi segnati da piccoli tagli mi si avvicinano e, offrendomi un bottiglietta di cognac mi invitano a berne un sorso
" beva capo che ne ha veramente bisogno, vedesse che faccia che ha "
Già che faccia potevo avere in quei momenti e che mani dopo aver trasportato una ragazza in sala di attesa il cui corpo era orrendamente bruciato.
Quell'odore acre che ti toglie il respiro che ti da la nausea e che ti accompagna per giorni e giorni che lava e lava non vuole lasciare le tue mani.
Come dimenticare..........
Qualcuno ha detto che la grandezza della civiltà di un popolo la si misura sul rispetto che questo ha per i propri morti, beh! se questo è vero come è vero
che livello basso ha raggiunto la civiltà del nostro paese.
Quante stragi non hanno avuto giustizia?
Quanti morti dimenticati?
Quante domande come quelle dei miei figli rimarranno senza una risposta?
Più volte mi sono chiesto cosa fare per impedire che tutto fosse dimenticato ,per far si che questa parte di storia fosse tramandata anche alle nostre nuove generazioni.
Sono sempre stato trattenuto dall'espormi personalmente per paura di essere male interpretato.
Questo mio intervento nasce dall'indignazione per lungo tempo repressa e vuole sensibilizzare il maggior numero di persone possibile che esprimendo la loro indegnazione creino un movimento e di protesta per la mancanza di verità sulla dinamica della strage, sugli esecutori e sui mandanti e si attivi perchè la memoria di questa ma anche di tutte le stragi non vada perduta.

E per non dimenticare

Luogo San Benedetto Val di Sambro (BO)
Obiettivo Treno espresso Roma-Brennero
Data 4 agosto 1974
Tipologia Esplosione
Morti 12
Feriti 44
Compiuto da Ordine Nero


La notte del 4 agosto 1974 alle ore 1,27 un ordigno ad alto potenziale scoppia nella quinta carrozza del treno 1476 Roma Brennero ITALICUS poco prima dell'uscita della grande galleria della direttissima nella stazione di San benedetto Val di Sambro.

Perdono la vita:

Elena Donatini
Nicola Buffi
Herbert Kotriner
Nunzio Russo
Maria Santina Carraro
Marco Russo
Tsugufumi Fukada
Antidio Medaglia
Elena Celli
Raffaella Garosi
Wìlbelmus Jacobus Hanema
Silver Sirotti ferroviere con mansioni di conduttore in servizio sul treno.

Altri 44 passeggeri restano feriti alcuni in modo molto grave.


L'attentato viene rivendicato con volantino dall'organizzazione Ordine Nero formazione di estrema destra.

A TUTT'OGGI I COLPEVOLI ED I MANDANTI NON SONO ANCORA STATI INDIVIDUATI

Un appello a chiunque visiti e legga questo blog
SONO ALLA RICERCA DI TESTIMONIANZE DIRETTE DA PASSEGGERI O FERITI DEL TRENO ITALICUS
chiunque abbia informazioni è pregato di contattarmi GRAZIE

4 dicembre 2007

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